NOVO STIL SOMMO

Il violino d’argento

Nella mia visione probabilmente troppo ingenua e romantica, ogni testo ha un’anima propria: ciò che ad altri potrà sembrare un mero esercizio stilistico, per me è una vera e propria creatura.

Chi conosce pittori, scultori, poeti e musicisti/compositori avrà spesso sentito questi artisti riferirsi alle proprie opere, come fossero degli esseri viventi, dei figli a tutti gli effetti: conosco pittori incapaci di vendere un quadro a cui sono affezionati, poeti gelosi di alcuni testi, al punto da non concedere ad alcun pubblico di leggerli, insomma un rapporto intimo e genitoriale.

Quel che rimane nel cassetto per decenni è come se fosse in attesa della tua crescita interiore o di un passaggio esperienziale obbligato e infine ti dicesse: “Adesso vestimi, concedimi la tua benedizione e lascia che io sia.”

RISVEGLIO SILENTE

Vacuo, incostante,

Fuggevole amore.

Un cielo albeggiante

E’ un sogno che muore.

 

Mi batterò col sole

E contro ogni suo strale,

Perché chi ‘l giorno vuole

Non può che ambire al male.

 

Danzarono gli sguardi,

Su complici innocenti…

Impavidi quei dardi

D’istanti rifulgenti.

 

Due corpi senza nome,

Destini sovrapposti,

Che non si chieser come,

Ma ora e a tutti i costi.

 

Adesso qui distesi,

Fra raggi razionali,

Sarà l’uscirne illesi

Impresa senza eguali.

Messina lì, 22 ottobre 2017

(1° Premio – Boccavento 2018 – Santa Teresa di Riva)

Tratto dalla silloge, Il Violino d’Argento, pagg. 30/31