NOVO STIL SOMMO
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Eppur nell’imperante frenesia,
Che sulla Terra delirante incalza,
Si dà il caso che fra tante vi sia
Un’illogicità che fuori balza,
470 Come tra amici fa la gelosia:
Quali amministratori auto-eletti
Di un paradiso già loro donato,
Potrebbero mostrarsi più che retti,
Nel rammentar che del proprio operato
475 Tutto il pianeta subisce gli effetti
E quell’ingegno che van millantando,
Prerogativa di divinità,
Difficile è capire bene quando
O se potrà spiegar le atrocità
480 Che tale carica va generando.
Invece di assegnare, all’intangibile
Ed ipotetico dopo trapasso,
Quel connotato lugubre ed orribile
Di un fosso oscuro e caldo, quanto basso
485 Oppure di un giardino immarcescibile,
Elucubrando sulle punizioni
Oppur sui celestiali privilegi,
Derivanti dal conto delle azioni,
Di chi per tempo accetti come regi
490 I precetti di sette e religioni,
Potrebbe risultar più positivo,
Non consentir che si deturpi ancora
Un miracolo vero e suggestivo,
Monitorando ciò che, se peggiora,
495 Decreterà il tracollo involutivo.
Tratto dal poema DARE DERE DIRE DORE DURE, vv. 466/495
